Galleria dei Saraceni – Forte Jafferau – Forte Föens – Savoulx / Bardonecchia

Mappa del percorso

Il vero gioiello e la caratteristica  principale della “Strada Militare 79” è la spettacolare GALLERIA DEL PRAMAND, nota come anche GALLERIA DEI SARACENI, lunga ben 876 metri e scavata in curva sotto le guglie del Monte Seguret fra le due Grandi Guerre.

Il nome popolare di Galleria dei Saraceni, deriva  dalle caratteristiche grotte carsiche scavate nel calcare soprastante. La struttura  è lunga 876 metri, scavata in un unica soluzione ed a forma di U, non ha eguali in nessun’altra rotabile militare delle Alpi Occidentali. Lo scavo della galleria fu iniziato nel 1924 e richiese 4 anni di lavoro, fino al 1929,  e si rese indispensabile per proteggere la carrozzabili militare dalla fragilità del versante, pura roccia dolomitica,  dalla caduta di massi e detriti provenienti dalle pareti  sovrastanti e dalle acque di ricaduta.

Dalla spianata del COLLETTO PRAMAND a 2087 m. – svoltando a sinistra dopo circa 1,4 Km si arriva con una breve salita ai resti della BATTERIA PRAMAND a quota 2.106 m. e delle sue 4 torrette rotanti: un incredibile punto panoramico su tutta l’Alta Valle di Susa e i 4.000 francesi della Meije e degli Ècrins. Da qui si rientra in discesa per lo stesso percorso sino al Colletto Pramand e si prosegue verso a ovest ora sulla strada principale, che taglia i versanti detritici del MONTE SEGURET (2.926 m.) per alcune centinaia  – attraversando una prima piccola galleria scavata nel calcare dolomitico di questa incredibile montagna – e si arriva all’ingresso est dell’impressionante GALLERIA SEGURET.

La galleria è completamente buia, tranne nel primo tratto dove  sulla sinistra all’inizio del tunnel dove a inizio della WWII si era realizzata una uscita alternativa in caso di frana  dell’imbocco principale principale. I lavori di consolidamento dell’interno non hanno del tutto escluso infiltrazioni di acqua, per cui è necessario procedere con prudenza, specie dopo la metà della galleria.

L’uscita è spettacolare: raggiunti i ruderi della ACCASERMAMENTO SEGURET poco dopo la pietra miliare della kilometrica 14 alle spalle si ha tutto il versante del Seguret, lo sperone del Pramand e la vista sulla dorsale dell’Assietta dal lato opposto della Alta Valle di Susa.  

Si prosegue quindi per circa un kilometro sino a intersecare il bivio della strada che arriva da Bardonecchia attraverso il FORTE FOENS. La rotabile militare è stata realizzata infatti per raggiungere tutte le postazioni fortificate del settore di difesa.

E’ possibile in giornata effettuare un anello completo una volta raggiunto il FORTE JAFFERAU con una discesa molto tecnica e ripida soprattutto nel primo tratto su una traccia moderna lungo le piste da sci di Bardonecchia-Jafferau, non adatta a tutti i veicoli,  tornare quindi a FORTE FOENS e ridiscendere dall’itinerario di salita riattraversando la galleria, oppure  ridiscendere da uno sterrato che scende nel bosco dall’Alpe Roche su Savoulx, frazione di Oulx, e riconnettersi alla  la Statale 335, In alternativa – anche a seconda del mezzo – è possibile  raggiungere lo Jafferau e poi ridiscendere a questo incrocio e proseguire verso Bardonecchia via FORTE FOENS.   La scelta è tecnica e/o legata al tempo a disposizione e al meteo.

Strada Pramand Galleria Saraceni

Linterno della Galleria dei Saraceni sulla Strada ex militare N° 79 del Pramand – Jafferau

LA SALITA AL FORTE DELLO JAFFERAU

 Dall’incrocio situato a quota 2.316 metri si sale con pendenza moderata fino ad un tornante dove si gode un impressionante vista sulla strada proveniente dal Colletto Pramand e la strapiombante parete dove si aprono le Grotte dei Saraceni, poi si percorre un lungo e ripido tratto in costa ritornando verso ovest fino ad arrivare alla base del Col Basset- bivio Colletto Vin Vert.  Si percorrono alcuni tornanti ravvicinati e percorre un lungo traversone verso est su pendi erbosi fino all’ultimo tornante a 180 gradi e con uno ripida salita si raggiunge il Col Basset (2.596m), sul crinale con la Val Fredda tra il Monte Vin Vert (2.711m) ad est e la Roche de l’Aigle (2.683m) ad ovest.

Dal questo punto panoramico la strada continua nel versante della Valle Freadda dietro il costone roccioso esposto a nord dei Rochers de l’Aigle. Si passa la kilometrica 19 e attenzione perché in questo tratto in autunno o a inizio estate e in caso di nevicate estive si può trovare neve o ghiaccio: Si raggiunge così il colletto nei pressi del BARACCAMENTO COLLETTA JAFFERAU – una caserma che era in grado di ospitare fino a 200 uomini – da dove si gode di un panorama sulla Rognosa d’Ètiache e sulla parte terminale della STRADA DEL SOMMEILLER –  proprio alla base delle rampe che portano al Forte, che ormai è ben visibile. Il fondo della strada in questo tratto è ormai costituito dalla massicciata fatta di pietre disposte a coltello nel terreno e la guida sugli ultimi 5 tornanti diventa molto tecnica. Quasi di colpo, dopo l’ultima rampa, si raggiunge il piccolo spiazzo sulla dorsale nord della cima. E’ possibile con prudenza arrivare alla  spianata sommitale i resti del FORTE JAFFERAU a quota 2.805 m.

Del forte vero e proprio – costruito tra il 1896 ed il 1898, sono ancora ben visibili le postazioni degli 8 cannoni posti sulla sommità del forte stesso con indicati gli angoli per il puntamento e e riservette sottostanti. Del muro di cinta rimane il portale d’ingresso dove c’era il ponte levatoio. Oggi che lo Chaberton è in Francia è la fortificazione militare più alta d’Italia, purtroppo bombardata e fatta saltare in ottemperanza al trattato di Parigi  del 1947.

Lo spettacolo in vetta è unico e nelle giornate più fredde di cielo terso spazia a 360° dal Monviso, al Pic de Rochebrune, alla Chaberton ai 4.000 francesi o ovviamente su tutta la conca di Bardonecchia.

Salita Forte Jafferau


Gli ultimi tornanti per il Forte Jafferau e la Caserma Colletta Jafferau

LA DISCESA DALLO JAFFERAU VERSO BARDONECCHIA

Per la discesa si può optare per il rientro dalla strada di salita oppure imboccare  la traccia carrabile che attraverso quelle che d’inverno sino le piste da sci e scendere verso BARDONECCHIA – BACINI FREGIUSIA. Il primo tratto fino all’arrivo della cabinovia è poco più di un tratturo, ripido e contropendente e va percorso con la massima prudenza anche da moto di tipo enduro. Una traccia a zig zag molto bruschi sotto la seggiovia Testa del Ban che scende sotto l’impianto di risalita. Il Forte da questo lato infatti era stato concepito come baluardo di sbarramento difensivo e quindi non era stata prevista una discesa, nemmeno con mulattiere.

Via via che si scende le pendenze si fanno più abbordabili e la strada piega verso sinistra ed entra nel bosco di conifere, dopo essere passati e poi sotto l’arrivo della nuova seggiovia “6 Gigante” a 6 posti. Intorno ai 2.000 m. la strada quasi spiana, e si passa la zona degli alberghi Belvedere e Jafferau per raggiungere i Bacini Fregiusia a 1.900 metri dai quali inizia anche il  percorso dell’ex ferrovia decauville. Una  tratta di circa 8,5 kilometri  in quota che univa con una ferrovia di servizio questa località alla DIGA DI ROCHEMOLLES realizzato negli anni negli anni ’30. Attenzione: questa tratta è vietata ai mezzi motorizzati!

Poco dopo aver superato le condotte si può decidere di scendere direttamente a Bardonecchia, attraverso le belle borgate di Broue, Rochas, Cianfuran, poi le Gleise e infine dopo Millaures raggiungere il centro di Bardonecchia. Se in invece si sceglie di proseguire l’avventura tutta su sterrato continua!

La discesa dallo Jafferau: la Seggiovia della Testa del Ban

BACINI FREGIUSIA – FORTE FOENS – SAVOULX

La localita’ Bacini deve il proprio nome a due grossi serbatoi idrici di alimentati dal lago formato dalla diga di Rochemolles attraverso una lunga galleria. Dal bacino partono poi due condotte forzate che alimentano la centrale  di Bardonecchia, realizzata tra il 1918 ed il 1923 dalle Ferrovie dello Stato e poi ceduta all’Enel nel 1968. Dopo circa 100 se non si scende all’incrocio si risale a sinistra in direzione est. Per ripidi tornanti si risale di quota fino intorno ai 2.100 m di quota, poi la strada si fa falsopiano superato un vistoso fontanone, si attavrsa un fronte di frana contenuto da opere di ingegneria ambientale, proseguendo praticamente in piano si arriva all’ingresso del FORTE FOENS a quota 2.216.

Anche questo forte venne realizzato a partire dal 1897-98,; è in una zona pianeggiante su un ed era completamente circondato da un muro difensivo. Il forte vero e proprio era un edificio a pianta rettangolare armato con 4 postazioni di mortaio  4 mortai su rivolti con la bocca di fuoco verso la conca di Bardonecchia. Ospitava anche poco distante 2 cannoni che erano puntati verso la Grand’Hoche e lo sbocco della Dora di Bardonecchia nella Dora Riparia nei pressi del comune di Oulx

Dal Forte Si prosegue, in leggera salita, scorrendo i toccando i ruderi della stazione intermedia della teleferica Costans-Jafferau  che serviva il forte dal fondovalle finche si arriva al bivio che scende per  Savoulx.

Anche qui la scelta sta al pilota: se si prosegue verso est dopo circa 3 kilometri si torna al bivio per lo Jafferau della strada ex militare n° 79 e si può scendere a valle ripercorrendo a ritroso la galleria e il percorso  di salita.

Oppure si svolta a destra e si affronta una ripida discesa di circa 1.000 metri di dislivello e quasi  13 kilometri per raggiungere l’asfalto presso la frazione Savoulx, a metà strada tra Oulx e Bardonecchia sulla Statale 335 e nei pressi dello svincolo autostradale della A32 del Frejus. E’ una strada consortile realizzata negli anni del secondo dopoguerra.

Prima di entrare in uno dei più boschi di larici della Valle di Susa, fiammante di colori in autunno, si raggiungo la Cappella della Madonna delle Nevi e l’alpeggio Roche a quota 1.900 metri circa. Poi dopo un lungo traverso  la strada sterra inanella 17 tornanti sempre stretti sino a infilarsi nell’abitato di Savoulx dove si ritrova l’asfalto.

IL VIDEO

La Galleria dei Saraceni è stata percorsa in anteprima a fine ottobre 2018 dagli amici piloti – giornalisti di ROADBOOK  che hanno realizzato questo video avverntura lungo l’intrero percorso descritto sul sito  e uno splendido reportage apparso sul n° 10 di Febbraio-Marzo 2019 della rivista

Scheda dell’itinerario in costruzione.

In costruzione

Mappa del percorso

SACRA DI SAN MICHELE

Informazioni utili

  • Durata: numero di ore
  • Difficoltà: tipo di difficoltà
  • Dislivello: dislivello in metri
  • Lunghezza: lunghezza in chilometri