Exilles – Beaulard – Puy – Punta Colomion – Forte Bramafam

Mappa del percorso

Scheda dell’itinerario in costruzione.

Scheda dell’itinerario in costruzione.

DA EXILLES AL BRAMAFAN – UN PERCORSO TRA  I FORTI ATTRAVERSO PUNTA COLOMION: IL BALCONE DELLA CONCA DI BARDONECCHIA

Questo itinerario viene proposto con la partenza dal FORTE DI EXILLES, uno dei monumenti simbolo della valle che per almeno 7 secoli ha svolto il ruolo di presidio e controllo dell’importante asse stradale che dal Piemonte portava in Provenza attraverso il Monginevro. Ma il suo cuore – tutto sterrato – inizia da BEAULARD, frazione di OULX che può essere raggiunta lungo la Strada Statale S.S. 335 per Bardonecchia da qualsiasi punto dell’Alta Valle Susa

Dal piazzale del Forte si può risalire il paese di Exilles, quasi un tuffo a inizio secolo con le sue botteghe recuperate sulle facciate delle case, per poi uscirne dopo pochi tornanti reimmettersi lungo la Statale 24 del Monginevro. Si passano dopo  Deveys i tornanti del Serre la Voute, e si ridiscende su Salbertrand proseguendo prima di Oulx a destra verso Bardonecchia. In qualche kilometro si sfiora le frazione di Savoulx e dopo un lungo rettilineo si arriva al passaggio a livello di Beaulard. Lo si attraversa insieme al ponte sulla Dora di Bardonecchia con una svolta a sinistra a 90° e da qui comincia la scalata a Punta Colomion. Questo paese – siamo a quota 1.175 metri, fino al 1928 era Comune a sé.

Fuori percorso raccomandiamo anche una salita a Chateau Beaulard, borgo fortificato a 1.387 metri di altitudine, posto su un ampio terrazzo panoramico, protetto da uno spuntone che si innalza davanti al paese.

Poche decine di metri dopo l’attraversamento del fiume si svolta a destra verso la Frazione PUY. La strada sino a qui è stata asfaltata, ma si snoda sulla carrareccia militare, come testimoniano subito, dopo il primo tratto nel bosco, i muraglioni a secco e la prima pietra miliare della kilometrica 1.

Il borgo alpino di Puy, a 1.400 metri di quota, si raggiunge dopo 7/8 tornanti in salita e un tratto quasi pianeggiante. Inserita oggi in un sito di interesse comunitario per la sua peculiare flora di oasi xerotermica, la località si presenta con la sua antica parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista e ricostruita nell’Ottocento. Procedendo a passo d’uomo è possibile attraversarla, fra antiche abitazioni secentesche in parte ristrutturate, fontane e meridiane. Se ne esce guidati da una freccia in legno e si inizia lo sterrato.

Passati un paio di ponticelli mano a mano il bosco si apre e il paesaggio diventa davvero spettacolare. Dominato dal gruppo Grande Hoche – Punta Charra, muraglia calcarea di aspetto dolomitico che domina il versante destro della montagna. Via via la strada si inerpica  ripida, per poi addolcirsi attorno a quota 1.700 metri quando la vegetazione xerotermica lascia il posto ad una spettacolare foresta di larici, che in autunno dà il meglio di sé come colori. La strada diventa più morbida e anche il fondo più leggero e con ampi rettilinei e tornati si arriva fin sotto PUNTA COLOMION, disegnata da una Cappella che si eleva sopra i 2.018 metri. L’ultimo tratto, superato il bivio a sinistra per il Passo Mulattiera  (vedi nota finale) è una rampa che porta al primo piazzale panoramico.

La vista è mozzafiato: sulla sinistra abbiamo il gruppo dei 4000 francesi Barre des Ecrins/Pelvoux sul confine vicino sopra il Col della Scala si erge inconfondibile la piramide dell’Aiguille Rouge, per spostarsi verso la Valle Stretta e le Quattro Sorelle, il Gruppo dei Re Magi con la Rocca Bernauda, La Pierre Menue nel vallone di Rochemolles, quello della Rho e del Frejus. Basta poi raggiungere il bar-rifugio dove arriva l’impianto di risalita e salire con pochi passi il poggio sopra la vecchia casermetta ancorata alla roccia, che si domina tutta la conca di Bardonecchia, la Valle di Rochemolles, lo Jafferau con i ruderi del suo forte in punta alle piste da sci, il Seguret-Pramand che presenta uno degli itinerari qui descritti più ambiti da bikers.

Da qui inizia la lunga e nervosa discesa, tutta sterrata, che snoda interamente nel bosco, tranne il primo tratto ampio che in inverno è pista da sci. La foresta di larici è attraversata da una infinita serie di tornanti quasi parabolici, che in alcuni tratti sia aprono con la vista di Bardonecchia dall’alto. Mantenendo sempre la destra si scende di circa 700 metri. Questo tratto è anche interessato, come segnalano  i cartelli,  da una pista di downhill. Va quindi percorsa con attenzione.

Il bosco sempre più fitto si apre improvvisamente quando si raggiunge il quadrivio delle “quattro strade”. Qui si volta a destra lungo una breve valletta e si giunge alla Cappella di Sant’Anna, chiesetta seicentesca restaurata di recente e svoltando a sinistra si raggiunge in poche curve il FORTE BRAMAFAN. Quando la struttura è aperta al pubblico (vedi scheda informativa) nel periodo estivo è necessario lasciare qui i mezzi per salire in pochissimi minuti all’opera di recente restaurata e meritevole di visita.

La fortificazione venne costruita tra il 1874 e il 1889 ed è una delle più grandi opere fortificate della fine del XIX secolo delle Alpi Cozie: fu eretto per difendere la linea ferroviaria Torino-Modane ed il traforo ferroviario del Fréjus. Con le sue batterie  controllava il paese di Bardonecchia e le Valli della Rho e del Fréjus e teneva sotto tiro l’imbocco italiano del traforo ferroviario da eventuali attacchi francesi.

Oggi grazie al prezioso lavoro ventennale dell’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura militare di Torino (ASSAM) la fortezza abbandonata  è diventata un Museo e il suo recupero funzionale e i suoi allestimenti sono in continua evoluzione.

Visitato il Bramafan si può proseguire verso valle e con un paio di kilometri di sterrato ritornare sulla Statale 335 per Bardonecchia e rientrare alla base di partenza o proseguire per altri itinerari collegati.

PASSO MULATTIERA

Al bivio prima citato si può svoltare a sinistra e risalire la dorsale Colomion/Melezet sempre su una ex carrareccia militare che va via via stringendosi fino a diventare sentiero. Da questo evidente punto dove c’è un piazzale per inversione auto è consigliato proseguire solo con moto leggere fino a giungere a circa 2400 mt alla ex caserma della GAF arroccata sui pendii della punta Charra, raggiungibile  a piedi seguendo un sentiero scavato nella roccia negli anni trenta che permetteva di presidiare il confine in modo sicuro. Per il ritorno medesima strada fino a ricollegarsi alla Colomion /Bramafan

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 

Mappa del percorso

Informazioni utili

  • Durata: numero di ore
  • Difficoltà: tipo di difficoltà
  • Dislivello: dislivello in metri
  • Lunghezza: lunghezza in chilometri